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LifeNatura 2000Progetto Life Arctos
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Progetto LIFE arctos


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AZIONE C7

L’abbandono progressivo dell’agricoltura, l’avanzare della copertura arborea e arbustiva nelle aree di fondovalle, un tempo coltivate, la riduzione dell’attività pastorale e la chiusura delle radure presenti nei boschi stanno modificando il paesaggio e con esso, in un contesto spazio-temporale, la disponibilità delle risorse alimentari di tipo vegetale per l’orso bruno marsicano. Tra esse si annovera il ramno alpino (Rhamnus alpinus), risorsa trofica localmente rilevante per l’orso dal punto di vista energetico e nutrizionale.
La sottrazione di luce da parte della vegetazione arborea prima inibisce la fruttificazione poi accelera la morte delle piante di ramno che si trovano a vegetare in aree sempre più lontane dall’optimum ecologico.
È da evidenziare inoltre l’interazione con gli ungulati domestici e selvatici (cervo soprattutto, relativamente alla brucatura ripetuta dei germogli, asporto di corteccia per strofinio o consumo diretto), ma anche alle alterazioni delle condizioni eco-pedologiche ideali (ad es. costipamento terreno). Diviene quindi importante riqualificare e arricchire l’ambiente naturale attraverso la diffusione delle specie fruttifere appetite dall’orso, quale soprattutto il ramno, garantire la loro sopravvivenza e produttività nel tempo.

I primi interventi di miglioramento di aree a ramno sono stati effettuati nella Vallelonga, alla testata della valle in prossimità della Fonte dell’Aceretta, nel comune di Villavallelonga (AQ) e nel versante laziale del parco in Val Canneto, Comune di Picinisco.

In località Aceretta Vecchia , rilevata la presenza di piante di faggio ed acero che con la loro ombra ostacolano un regolare accrescimento delle piante di ramno e che tendono a modificare le condizioni microstazionali, si è proceduto al taglio di quegli esemplari che determinano tale ombreggiamento.

Tagli


Successivamente all’interno della radura, su una superficie complessiva di 5 ettari, nelle aree che presentano idonee condizioni stazionali, sono state messe a dimora 500 esemplari di ramno ed altre specie in buche, di dimensioni 40*40*40 cm, scavate a mano, distribuite a gruppi, con sesto di impianto vagamente a quinconce con lato di un metro circa, a loro volta disposti irregolarmente sulla superficie. Il materiale vivaistico è stato fornito, in fitocella, dal Vivaio Forestale del C.F.S. di Roccaraso
In località Val Canneto-Rif. Acquanera rilevata la presenza di piante di faggio, acero e maggiociondolo che con la loro ombra o con gli intrichi dei rami e fusti ostacolano un regolare accrescimento delle piante di ramno si è proceduto al taglio di quegli esemplari che determinano ciò. Le piante di ramno più intristite sono state oggetto di una ceduazione, onde stimolare la ripresa vegetativa. Parallelamente sono state ceduate le ceppaie di maggiociondolo o nocciolo. Tale intervento ricade su una superficie stimata netta ragguagliata di 1 ha. Le piantine di ramno ceduate sono state rese visibili con un “palo tutore” di castagno o di altra essenza (diam 3-5 cm, h 1-1,5 m) in modo da poter ancorarvi una protezione (shelter) qualora necessario e controllare, nei primissimi anni successi al taglio, l’evoluzione. Nella località “Acquanera” sono state messe a dimora circa 100 nuove piantine di Ramno (ma anche sorbo, viburno, uva spina) per ettaro, in buche, di dimensioni 40*40*40 cm, scavate a mano, distribuite a gruppi, con sesto di impianto vagamente a quinconce con lato di un metro circa, a loro volta disposti irregolarmente sulla superficie, stimata in 2 ettari.
Si è proceduto anche alla moltiplicazione tramite “propaggine” di circa 50 piante di ramno per ettaro. Tale pratica prevede lo sconrtecciamento del ramo del Ramno per una lunghezza di circa 5 cm, che viene intaccato per qualche mm, quindi, opportunamente piegato, viene interrato nel terreno, lasciando fuoriuscire, ancorato ad un palo tutore, una porzione dello stesso con le gemme.
La porzione interrata può essere mantenuta salda con un ferro / legno a U o con un masso.

Piantine di Ramno

Nella località “Casone Bartolomucci”, all’interno della radura di circa 0,2 sono stati messi a dimora circa 50 esemplari di fruttiferi (susino, ciliegio, melo, pero nonché ramno,), per lo più nella zona centrale più illuminata, con disposizione a piccoli gruppi. L’area è stata protetta da una recinzione, per la quale saranno necessari lavori di manutenzione minima.


 
 
         
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